Le voglie bisogna fomentarle: stanotte ho dato una bella lucidata alla spada. Eppoi, non contento, un'altra ancora, immediatamente dopo. E' un piacere un po' egoistico, lo so. Una mano, una mente, un cazzo: non mi occorreva altro. Lei d'altronde in questi ultimi giorni mi appare un po' svogliata, anche se poi non ci vuole molto ad accenderla. Così, stanotte, ognuno a casa sua, di comune accordo. Ed io, ben contento, di necessità ho fatto virtù.
Pensavo di risvegliarmi, come dire, più rilassato, appagato. E, invece, come apro gli occhi me lo ritrovo in mano, in piena e dolorosa forma. Quell'energumeno. Inappagato, mi guarda dritto con quel suo unico occhio che non chiude mai. Mi costringe a dare libero sfogo ai miei sensi, alle mie fantasia masturbatorie.
Su di Lei, che oggi è fuori per lavoro. Già immagino come se la guarderanno gli operai, col cazzo duro chiuso nella tuta blu e gli occhi che colano sperma. Se per un incantamento ogni fantasia potesse divenire realtà, sono convinto che mi tornerebbe a casa piuttosto malconcia. I colori di Lei sono il bianco e il rosso. Bianco per il suo sapiente candore, quella malintesa ingenuità che poche donne, belle e sensuali, hanno. Unita al rosso dell'eccitazione le dona i poteri di Circe: le piace variare, ma più di tutto l'uomo lo vuole porco. Vuole che se la prenda.
Non la trovate deliziosa? Parlerò per metonimia, allora. E' una figa allegra, meglio se spensierata. Bella come un fiore appena sbocciato, inumidito di rugiada. (Un fiore carnivoro, mangiacazzi). E' evoluta, indipendente, sa quello che vuole. Adoro la sua voracità. Non posso proprio, dal canto mio, biasimarla. Anzi ne godo e la esalto.
Immagino si allontani dal cantiere, verso i campi, per far pipì tra l'erba alta. E che venga seguita da un operaio che ne abbia indovinato l'intima natura. Immagino Lei accovacciata, coi jeans abbassati, la figa gonfia e indifesa. E l'uomo in tuta blu, che l'ha seguita a distanza, portarsi a pochi metri da Lei e mettersi a pisciare, col membro turgido, davanti a suoi occhi. Immagino il loro sguardo e mi chiedo, col cazzo duro in mano, cosa potrebbe succedere.
Ma lasciamo stare le fantasie. Negli scorsi giorni ho sentito Lys e Trilly. A distanza, però mi piace stare vicino alle mie amiche del... cuore. Lys ha una nuova storia, nella quale si è gettata a capofitto, da par suo. Non cambierà mai? Intanto mi dà a intendere: se però tu mi fai un fischio... Sei tu l'uomo della mia vita, mi dice. Mamma che paura, nonostante tutto è ancora pronta a fagocitarmi. Però una cosa la sa, Lys. Sa che mentre mi parla a me cresce la voglia e il cazzo mi scoppia nei pantaloni della tuta. Provoca: sai che sono sempre liscia dappertutto, come una pesca succosa?
Trilly è di tutt'altra pasta. Ma pure Lei provoca. Propone di mollare i rispettivi e di andarcene a vivere insieme in un pais tropicao. Con patti chiari: ognuno poi scopa con chi lo desidera. Siamo lontani, è vero, io e Trilly, ma tra noi nulla pare essere cambiato. E io vorrei torturare dolcemente i suoi capezzoli rosa.
Ora basta però, non mi voglio scaricare e la mano inizia a indolenzirsi. Me ne vado al mare, con un bel libro iniziato pochi giorni fa, inaugurato per il primo bagno. Già che ci sono posto anche le foto che mi sono fatto disteso sulla sabbia, con le palle al vento e in solitaria.
Un libro che si preannuncia assai gustoso. Opera di un autore che fino a non molto tempo fa veniva definito di genere. Ma la letteratura, quando è alta e sincera, malsopporta limiti e costrizioni di campo.











