venerdì 11 febbraio 2011

Mi alzo la mattina?

Mi alzo la mattina con una nuova illusione...
(Rino Gaetano, E io ci sto, 1980)



Non che mi dispiaccia, ma e' la prima cosa che sento la mattina, al risveglio.
La sensazione è dolce e prepotente.

(Lui si sveglia sempre un attimo prima di me
o se ne sta tutta la notte bello duro a guardia dei miei sogni?)

Sangue torbido irrora le mie vene. Anche i sensi sono torbidi. I sensi di un vizioso.
Così il primo movimento del nuovo giorno è quello abitudinario.
La mano va a cingere il suo scettro, nell'intimo e caldo alcova di lenzuola stropicciate.

E' lui, il membro per eccellenza, il mio sacrissimo lingam, l'eterno impertinente,
che trova divertente farsi trovare sempre in fallo.

Per farla breve: mi sveglio sempre col cazzo turgido e le palle in tira.
Non sarà una cosa così grave.
Piuttosto è difficile dover cercare di far ragionare ogni mattina
quello sconsiderato del mio uccello, pretende immediate attenzioni e ha insaziabili desideri
che turbinano nella mia mente ancora instupidita dai sogni.

Vorrebbe essere toccato, ma poi io non gli basto,
ché subito s'immagina di essere succhiato da una bocca sapiente e vorace,
e di sprofondare in una calda figa, umida e accogliente.

Desideri che non sempre possono essere accolti.
Come stamattina. Tanto vale che mi rimetta in piedi.


***************


Le scorse notti al sacrissimo era andata assai meglio,
l'alcova era caldo del corpo di Lei, che dormiva a fianco.
E come si sentiva fortunato: una fidanzata porca che non protesta ad essere svegliata
dal mio cazzo impaziente, anzi si gode, ancora ai margini del sonno,
quel mio desiderio dolce e violento.

Si gode prima le mie dita, inumidite di saliva.
Quanto basta. Perché l'uccello è impaziente.
E lei se lo prende, con gli occhi ancora chiusi al mondo, ma con la figa spalancata.
Si fa penetrare fino alle palle e si fa scopare con ritmo ascendente,
fino a farsi sbattere dal mio uccello inferocito,
che la tratta come una troia da usare,
perché Lei in quei momenti vuole sentirsi un buco,
niente più di questo, niente di meno.

E in questi primissimi dopo il mio letargo me li ha subito aperti tutti i suoi buchi.
Io dovevo rifarmene subito padrone.
D'altronde sa succhiare il cazzo molto bene e il suo culo è davvero un boccone da re.

Farselo spingere in culo le piace assai.
Un po' di dolore all'inizio, solo un pochino, ma quanto se lo gode poi.
Con la pelle d'oca e i capezzoli eretti.


***************


Me le ha fatte solo un po' girare quando,
interrogata sull'argomento preciso riguardo al suo vorticoso "passato",
ha ancora una volta tirato fuori il solito Nano.

Forse non dovrei chiederglielo più.
Fu una storia solo di sesso per Lei,
il nanetto invece era preso a quanto pare. E vorrei ben vedere.
Sembra strano che tra tanti spasimanti nel bel paesello
l'abbia spuntata proprio 'sto brutto nano antipatico.

Ma che ci voleva per prendersi e godersi la principessa?
Un po' di decisione. E quella il rude nano ce l'aveva.
Poi ci voleva la dedizione, perché di principessa strapopolare si trattava.

Chissà il nano maledetto, di sicuro non ci poteva credere.

In più si è trovato al posto giusto, al momento giusto.
Con Lei un po' ubriaca, un po' annoiata, e con una gran voglia repressa di cazzo.
Perché in paese è meglio non si sappiano certe cose.
Ché altrimenti avrebbe fatto strage anche d'uccelli paesani.

Così, ancora incredulo, il nanetto s'era portata via dal locale la principessa del paese.
Ma non l'aveva portata in un bel castello,
semmai chiusi in macchina, in un vicolo di campagna,
le aveva stetto i polsi e da dietro, sbattendola, se l'era goduta come una troia.

Non e' così stupido 'sto cazzo di nano.

Così non devo chiederle chi più di tutti le dato piacere sodomizzandola.
Il nome che salta fuori e' sempre quello del nano,
che si è ben dominato la principessa repressa.

Poi Lei, dopo aver fatto il pieno d'uccello, lo sbolognò.
Dopo qualche settimana.
Il nano ci rimase male, ma capì.

A me li fa girare un pochino,
perché trovarsi per strada il nanetto antipatico e arrogante
che si inculava così bene la tua donna,
non mi fa fare i salti di gioia.

Per il resto... la mattinata se n'è andata ormai.





Ps: Lei dice che durante il mio letargo non mi ha tradito
e le credo, anche se i miei sogni più lussuriosi
la vedevano attorniata di cazzi famelici.

A cosce spalancate.


9 commenti:

Dea ha detto...

bhè, un cazzo rosicone scopa meglio, uhm! :D
baci uomo eretto!
ps. all'alba c'è più gusto, è lui in tutta la sua interezza, e forse pure un po' cosparso di sogni.

carlos ha detto...

Uhm... Dici? Forse è proprio così. Almeno per me.
"Cazzo rosicone" è magnifico. Lo userò come titolo di uno dei miei prossimi. Tanto conoscendola e conocendomi ce sarà de rosica'.
Baci prospera Dea.

Inneres Auge ha detto...

A me tocca fare tuttpo da solo, il vantaggio è che so cosa mangio

Dea ha detto...

Inneres, malfidato. sarai sempre solo. :D

Carlos, cazzo rosicone è molto fine, da prosperosa dea. ah ah! usa, usami tutta! ;)

fabrax ha detto...

se ti svegli col bigolo turgido, è una cosa positiva... significa che ti trovi in campeggio... Hai presente le tende canadesi?

carlos ha detto...

Inneres, vantaggio? Chi si contenta gode?

Adorata Dea, usarti tutta... umhhhh... mi ci vorrebbe un'eternità a disposizione!!!

Fabrax Fabrax, sempre ottimista... il bigolo o spada sentitamente ringrazia. Con gran scappellate...

Dea ha detto...

Si comincia in un secondo... e sarebbe un onore, onorevole onorato tesoro... bello e caldo come un pasto appena cucinato sei te. mmmmmmmmm! :D

Dea ha detto...

Non posso dir che non sei corretto
mostrando il tuo cazzo di peccato infetto
per i miei sensi lui è assai pericoloso
come un cerchio nell'acqua vorticoso.

volevo farci un post tempo fa... ma di cazzi non voglio parlare.. preferisco farne uso. ah ah!
smack, delizioso uomo.

carlos ha detto...

Il mio cazzo, di peccato infetto
tra i tuoi seni santo e vizioso
colerebbe il suo succo caldo, copioso,
ché nel pericolo trova vorticoso diletto.

Anvedi dove ti porta la Poesia.
:D

Smackkkkk