venerdì 8 ottobre 2010

La mia ombra










Cercando appigli,
oggi poesia.

Beccatevi questa qua,
di tale Eugenio Montale.

Ciò che di me sapeste
non fu che la scialbatura,
la tonaca che riveste
la nostra umana ventura.

Ed era forse oltre il telo
l'azzurro tranquillo;
vietava il limpido cielo
solo un sigillo.

0 vero c'era il falòtico
mutarsi della mia vita,
lo schiudersi d'un'ignita
zolla che mai vedrò.

Restò così questa scorza
la vera mia sostanza;
il fuoco che non si smorza
per me si chiamò: l'ignoranza.

Se un'ombra scorgete, non è
un'ombra - ma quella io sono.
Potessi spiccarla da me,
offrirvela in dono.


In Ossi di seppia, 1925

5 commenti:

Primo Estinto ha detto...

Infatti è l'ombra che ci rappresenta.....

Inneres Auge ha detto...

Montale Rulez

Setarossa ha detto...

^_^

Erotici Eretici ha detto...

Non so se questa è la tua ombra ... ma il "solido" che la genera sembra interessante ;-) Yin P.s. apprezzo molto anche Montale!!

carlos ha detto...

Primo, non è da tutti averne cognizione o, come dice il Poeta, averne cura. Ma ancora non so se questo è un bene o un male.

Inneres, con sto rulez mi metti di fronte alla mia ignoranza, ma per fortuna esiste Wikipedia.

Ah Seta! Che dirti se non che qua sei sempre la benvenuta... ^_^

Yin, grazie per gli apprezzamenti... il "solido" gradisce assai e l'ombra si eccita a dismisura... Saluti a Yang e un bacione a Firenze...