giovedì 26 luglio 2012

L'uomo giusto - Parte II

Mi alzo ogni mattina con in testa una canzone della vita. (C'è tutta una vita attorno alla spada che canta). Nasce dal sogno forse. Ah sognare. Senza in mano il teschio d'un buffone. Ma se poi vai su wikipedia conosci che è tutto un misandestendings o giù di lì. Intanto però la canzone dalla testa non se ne va. Non se ne va. Ma va bene.  Va bene.  

Stamattina mi sono svegliato con Aida in testa. L'amore mio Marlene e Charlot, Aida, la donna (in)giusta. Come eri bella, ah sì. Ancora tanto, anche se i tuoi lifting di questi ultimi trent'anni non ti donano. Altro che safari tra antilopi e giaguari, sciacalli e lapin.  Non è che prima fossi proprio perfetta. Ottimale però direi di sì. Ma Rino non ha potuto vederti: un demone, il suo, l'aspettava lungo strada. Vado oltre la lettura dichiarata dall'autore, Aida non è una donna qualsiasi, è la più bella del mondo. Lo è ancora adesso. E' santa e puttana.

Ma dopo un po' mi scoccio e ho voglia di scacciarla, di cambiare per lo meno canzone. Cerco sempre di stare attento agli accenti, riconosco il difetto d'origine, l'aborrita idiosincrasia che vorrebbe parità di trattamento per il maschile e il femminile, dinnanzi a vocale. Sed lecs, dura lecs.

L'ho sempre detto, non mi si puote dir di no, je suis una puttana, una puttana fedele a volte, ma sempre puttana. Italiano è l'uomo più vanitoso al mondo, l'Indiano gli è secondo, sarà un fatto culturale? E Aida pure lei non scherza. Io non faccio eccezione, ma me ne vanto solo perché ho il mio stilaccio andergraund.

L'unico modo è dunque passare ad altra canzone, scivolando con iutub su Che coss'è l'amor. Ahi, ahi Vinicio. Monarca e boemio. Da ballare pure da seduto davanti al pc. Se questa è la miseria mi ci tuffo con dignità da re.

Si scivola su iutub, ma si scivola bene, lo sabemos muy bien entre tu y yo. Passo a Tonino con naturalezza, altra cancion de mi vida, Me cago en el amor. Non mi è aliena la sua poetica, Tonino nel clip stretto a due gonfiabili in cadillac. E' un mondo difficile, no?

***

Forse l'ho voluta chiavare perché veniva dalla stessa città di Aspasia, l'accento era più o meno quello. Che non mi ricordo come si chiama non fosse decisamente bella non faceva differenza. Non. Ma forse è solo una scusa del cazzo.

Sta di fatto che l'indomattina, insomma ci siamo capiti, non la trovo. La chiamo e lei giustamente si lagna. Sono stato un barbaro, ah sì, be' non sempre sono così, anzi quasi mai, e me ne spiaccio assai. Si mostra offesa, rimprovera il cazzo in gola, i due colpetti e via. Ubi maior minor cessat, mi verrebbe. Ma sono un barbaro cortese, un pirata ed un signore.

Non si è allontanata tanto, e siccome il pragmatismismo è tutto nella città d'Aspasia, non resiste al mio nuovo invito. Se vieni ti do il resto. Viene, viene.

La faccio entrare e non le do il tempo. Niente letto. In piedi come animali, in cucina. Via i suoi jeans aderenti, gli slip, a terra. La faccio chinare e le lecco la figa ricciuta, ma non molto, perché lei è già pronta per la monta, cola nella mia bocca.

In un amen entro dentro fino in fondo, trovandola dolce e tenera, succosa. Non ha appoggi ed è difficile reggersi a lungo sulle ginocchia quando inizio a sbatterla sempre più forte. Ogni colpo è di grazia. Come fosse l'ultimo, ma l'ultimo non è. Anzi se posso aumento, fanculo l'infarto.

Non si reggerebbe da sè sola, questo è chiaro. Con le mani sono costretto ad artigliarle i fianchi, e le tette. Ancor di più geme e gode, con la schiena inarcata, quando le stringo il collo, la tengo per i capelli. Mi rammarico non ci sia un grande specchio di fronte. Godono le donne a vedersi troie.

E' una tenzone, ogni mio colpo la sfianca, l'induce a cedere sulle gambe, che non reggono più. Così è lei a segnare il passo, si china sul pavimento, il culo innalza a bandiera, con la figa gonfia, aperta, colante.

Il mio cazzo ribelle se ne sazia ancora, s'imbeve lucido dei suoi umori. Fotte e sbatte. Senza alcuna pietà: lei, non mi ricordo come si chiama, non chiede mercede. Non. 

Le guardo il culo bianco, inizio a fargli cambiare colore con sculacciate di complemento. Il giusto accompagnamento alla monta. 

L'obiettivo lo indica il mio dito, che infilo in quella bocca fiore carnivoro. Succhia avida. Troia, penso, ma non lo dico, non ho tutta questa confidenza. Non. Forse già sa. O magari non immagina.

Dalla bocca il dito passa diretto a saggiare quel pertugio che fa il vago, occhieggiando ad ogni mio colpo. Trovo il cuore del culo tenero e morbido, ormai cedevole come lo è ora lei.

Esco colante dalla figa, perfettamente lubrico, e lo punto. Lo punto e spingo. Gradatamente la inchiodo alla sua croce, tenendola per i capelli. E' stretto e pare non finire mai. Finisce quando le palle sbattono sulla pelle liscia del culo inculato.

Ha la pelle d'oca, ansima e geme: so di trovare i capezzoli eretti e li cerco con le mani per una conferma certa. Il mio ritmo aumenta, un'orchestra di diavoletti libidosi e perversi fa festa dentro di me. Sbatto quel culo di non so più come si chiama allo spasimo, come fosse figa, senza differenze. Le sculacciate l'hanno fatto roseo come un bel tramonto. O aurora, dipende dai punti di vista. Ma in questo caso tramonto.

Con una mano le cerco la sorgente che copiosa le inumidisce l'interno delle cosce. Non resisto e le infilo dentro due dita che la piegano in due. Le cerco il fregio, il piccolo cazzetto eretto quanto il mio. Bastano due carezze per sconvolgerla, mentre sempre più forte sbatto in culo il mio piacere. Impalata, con la pelle d'oca, sommamente gode, venendo con fremiti convulsi che hanno per epicentro il mio cazzo.

Le lecco un orecchio e le mordo il collo, vorrei anche dirle troia, ma non mi azzardo. Non bisogna elargire troppe medaglie al valore. Che altro serve se non riservarle i colpi migliori, quelli che mi portano all'estasi ribalda in quell'antro oscuro. Ogni fiotto è morte e redenzione, pena e lama, esultanza del cazzo, ma pure dell'anima.

Cinque minuti dopo l'ho salutata e le ho augurato buon viaggio. Non ricordo il suo nome né se le ho detto arrivederci, ma credo di no. 

Non l'ho più rivista.

***

Ad usum pisolonis (si fa per dire), pubblico di seguito fotazze rubacchiate duranti i miei pellegrinaggi nel fondo pornografico del uebb. Sa fe pandàn. Se fransè, si vu plè. Or vuar. Et a la proscèn.

 


  

             
***




 

17 commenti:

pisolo973 ha detto...

Tutto d'un fiato...
bello...
Si fa leggere in apnea!!
Onore alla Spada!
...come sempre!!

Estrella_Marina ha detto...

Apperò, pensavo fosse un trilogia, ma presumo che sia finita qui, vero?:-)))

carlos ha detto...

Onore, Pisolo, che parolona. Si fa quel che si può...

carlos ha detto...

Estrella, pare di sì, ma nella vita nunca se sabe... :))

D. ha detto...

Lussurioso quanto basta... anche se credo tu sappia dare ancora di più ^____^ ... eh però " Dura lecs sed lecs" et similia nun se ponn leggere !!!!!
Baciottolini

D.

carlos ha detto...

Uè Desirè... date quelle condizioni ho fatto ciò che volevo fare, cioè quanto basta. Forse sono stato un tantino egoista, e pure bastardello, che saccio io... però lei durante non se n'è lamentata troppo, anzi. A meno che non abbia travisato il motivo di quei gemiti. :)

Baciuzzoli

D. ha detto...

Mais... "Dura lecs sed lecs" nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo !!!! Capì ???? : )

carlos ha detto...

Desirè, tesoro mio bello, vulcanica e deliziosissima fanciulla, avvocato di grido e gran pezzo di figliola, sfogliatella e impepata d'ostrica...

C'aggia a fa'? Ho sbagliato assai assai? O saccio che non si scherza c'a giustizia, ma era solo pe' diletto, pe' fa' uno scherzetto, con tutte le parole che si scrivono comme se' leggono.

Uè, uamm ra maronna.

Baciottolastri

pisolo973 ha detto...

"Uè, uamm ra maronna".
l' hai scritto proprio come si pronuncia...
ti gira qualche napoletano/a intorno??!!
sò curioso!!
cià

carlos ha detto...

Reminescenze, nano curioso, so' vecchieriello...
Cià cià

pisolo973 ha detto...

pure io..abbastanza vecchiaccio!!
cià

Setarossa ha detto...

Bello mi è piaciuto. Ma le foto sono brutte.

carlos ha detto...

Grazie a te me lo sono riletto, cosa che faccio raramente coi miei postsss. Se è piaciucchiato a Seta evidentemente merita la rilettura. Sì, mi pare di averlo raccontato bene il fattaccio, fin nei dettagli. Però è facile descrivere la realtà nuda e cruda.

Foto brutte? Vero, troppo didascaliche. Io purtroppo non sono giunto al punto di fotografare quell'amplesso, ma può valere comunque l'idea di me e di lei per come la descrivo.

Estrella_Marina ha detto...

Ciao bell'uomo! :-)

carlos ha detto...

Estrellita cara, troppo buona!
:)

Milk ha detto...

A me è piaciuta proprio questa chiavata. Ho detto.

Crystal ha detto...

Ciao Carlos, sono passata di qua e ho voluto lasciarti un salutino ;)
Smack